mercoledì 1 febbraio 2012

Contro la chiusura del giudice di pace. Gli amministratori comunali: un servizio importante, notificati diecimila ricorsi l’anno. I comuni del sud pontino dicono «no» alla soppressione dell’ufficio di Minturno.

I Comuni dell'estremo sud pontino scendono in campo per dire no alla soppressione dell'ufficio del giudice di pace di Minturno, così come previsto dal decreto Monti. Ieri sulla questione sono intervenuti amministratori e il commissario straordinario di Minturno Vincenzo Greco, che per il 25 gennaio, ha convocato un vertice presso la sede municipale di piazza Porta Nova. L'obiettivo è quello di trovare un accordo con i Comuni di Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Spigno Saturnia, per mantenere attivo l'ufficio del giudice di pace, ubicato nella ex pretura di via Luigi Cadorna. L'allarme era stato lanciato da avvocati e amministratori, preoccupati per la soppressione di un ufficio dove vengono notificati circa diecimila ricorsi l'anno. Lo stesso commissario prefettizio di Minturno ha ritenuto utile convocare una conferenza dei sindaci a Minturno, iniziativa che era stata adottata anche dal sindaco di Castelforte, Gianpiero Forte, che l'aveva fissata nella sua città per il 23 gennaio. Poi è giunta la decisione del Comune di Minturno, città dove ha sede l'ufficio. «La eventuale chiusura - ha detto Forte – rappresenterebbe un ulteriore passo indietro e determinerebbe una serie di problematiche per l'amministrazione della giustizia e per i cittadini costretti ad affrontare nuove e maggiori spese. C'è la possibilità di mantenere attivo l'ufficio se, entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di soppressione, gli enti locali si accollassero i relativi oneri. Si potrebbero ripartire le quote tra i Comuni interessati, in maniera proporzionale agli abitanti, ma questo lo decideremo nella riunione. Per questo è auspicabile predisporre uno studio di fattibilità per l'eventuale divisione delle spese. Anche in questo frangente si va affermando l'idea che per affrontare le varie problematiche occorre lavorare con una logica di comprensorio». Anche l'assessore provinciale Gerardo Stefanelli, dopo aver contattato i sindaci Forte (Castelforte) e Di Siena (Santi Cosma e Damiano), è intervenuto sulla vicenda, ribadendo l'importanza dell'istituzione della «Città del golfo», che assicurerebbe al territorio servizi di efficienza e qualità. «Ci uniamo - ha concluso l'assessore provinciale dell'Udc - alla battaglia portata avanti da alcuni professionisti per il mantenimento degli uffici del giudice di pace a Minturno e facciamo appello al commissario prefettizio di Minturno e ai sindaci di Castelforte, San Cosma e Damiano e Spigno, per individuare le risorse economiche e umane necessarie al mantenimento di un servizio fondamentale soprattutto per i cittadini. Solo ragionando in un’ottica comprensoriale e non con singole iniziative è possibile trovare soluzione alla questione». Allo stato attuale sono due i giudici di pace in servizio (ma l'organico ne prevede addirittura 5) a Minturno; si tratta di Lucia Sorrentino e Pietro Fusaro.

Da “Latina Oggi” del 18 gennaio

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