giovedì 2 febbraio 2012

Giudice di pace, no alla chiusura. Levata di scudi da parte degli avvocati, ma anche le istituzioni si mobilitano.


È mobilitazione nel sud pontino, per la paventata chiusura con conseguente trasferimento, dell'ufficio del giudice di pace di Minturno. In attesa del summit in programma il 25 gennaio a Minturno, tra tutti i sindaci della zona, va registrata la presa di posizione di alcuni avvocati che hanno rimarcato «l'importanza di un presidio giuridico come il giudice di pace di Minturno, che lavora al massimo delle proprie capacità. Ci sono dei procedimenti che, addirittura, sono stati fissati al 2015. Va ricordato che Minturno è stato centro di giudicatura sin dal XVI secolo ed era sede di carcere mandamentale. Tra l'altro nella Pretura di Minturno hanno operato giudici del calibro di Giovandomenico Lepore, già procuratore capo a Napoli, Filippo Verde, capo di gabinetto dell'ex ministro Vassalli, Antonio Liguori, capo di gabinetto dell'ex ministro Gonnella, Luigi Piccialli e Ennio Malzone, poi approdati in Cassazione, Beniamino Russo, consigliere di corte d'appello ed altri». Per i legali è un controsenso pensare di chiudere un ufficio che attualmente dispone di due giudici di pace, quando il Csm e il ministero della Giustizia ne hanno previsti cinque. Ieri a favore del mantenimento dell'ufficio si è espresso anche il capogruppo dell'Udc di Spigno, Salvatore Vento, che ha affermato che è necessario unire le forze per garantire un servizio che, in caso di dismissione, arrecherebbe disagi e un aggravio dei costi per i cittadini, oltre a congestionare ulteriormente gli altri uffici territoriali non raggiunti dalla proposta di soppressione. «Bene - ha proseguito Vento – dunque l’iniziativa delle municipalità locali di tentare ogni strada utile per difendere un’istituzione cruciale del nostro territorio. I comuni chiamati in causa dovranno fare ogni sforzo possibile per recuperare le risorse economiche necessarie al mantenimento dell’ufficio del giudice di pace, e in questa ottica ci sembra positiva la proposta del sindaco di Castelforte di ripartire le spese in quote proporzionali agli abitanti dei singoli comuni. Chiederemo al sindaco di Spigno, Simeone, di condividere queste preoccupazioni e di portare delle proposte efficaci alla conferenza dei sindaci convocata per mercoledì 25 gennaio. Anche in questa occasione non possiamo che porre l’accento come le realtà comunali del comprensorio devono iniziare a condividere l’idea di gestire alcuni servizi a livello unitario, per renderli economicamente vantaggiosi ed efficienti. Proposte che trovano la giusta sintesi nell’idea della Città del Golfo».

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